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La Storia

Nel 1891 Papa Leone XIII promulgava l’enciclica Rerum Novarum nella quale il mondo cattolico veniva per la prima volta esortato ad intraprendere iniziative concrete in campo economico finalizzate a consentire lo sviluppo dei ceti rurali e del proletariato urbano. L’enciclica diede avvio ed impulso ad un vasto processo che favorì la nascita e lo sviluppo delle Casse Rurali ed Artigiane in Italia. Queste ultime nacquero in zone periferiche del Paese, distanti dai grandi centri urbani che all’epoca potevano già contare sulla presenza di istituzioni creditizie di carattere nazionale. Era diffuso all’epoca il fenomeno dell’usura, perniciosa pratica finanziaria attraverso la quale pochi possidenti prestando denaro ai meno abbienti soggiogavano questi ultimi impedendogli di fatto, in virtù dell’applicazione di interessi usurari, di affrancarsi nel tempo dal debito. Per rispondere quindi da un lato alla domanda di credito proveniente dalla comunità e dall’altro per garantire la sicurezza del deposito e la giusta remunerazione del risparmio su iniziativa del parroco Don Giovanni Tanghetti, che ne ricoprì l’incarico di primo Presidente, nel 1897 venne costituita la Cassa Rurale di Bovegno. Gli stralci dell’Atto Costitutivo così recitano: …e su questo impegnativo progetto…essendo l’anno 1897 e questo giorno di domenica 28 del mese di Marzo…regnando Sua Maestà Umberto Primo, per grazia di Dio e per la volontà della nazione Re d’Italia,…si sono personalmente costituiti davanti a me Notaio Bossoni, alla presenza dei testimoni i signori…tutti residenti a Bovegno per costituire fra loro una società sotto la denominazione di Cassa Rurale di Depositi e Prestiti di Bovegno Società Cooperativa in nome collettivo ed a responsabilità illimitata. Requisiti necessariamente richiesti per essere soci e clienti dell’Istituto erano l’iscrizione nel registro della popolazione della Parrocchia di Bovegno e la stabile residenza nel paese. L’erogazione del credito era affidata ad un’amministratore e l’attività si svolgeva esclusivamente nei giorni di sabato e domenica nella sede della Canonica.
Per molti anni l’andamento della Cassa Rurale proseguì fedele ai principi ispiratori e sviluppandosi proporzionalmente alla crescita della piccola comunità bovegnese.
Il decennio cha va dal 1925 al 1935 risultò caratterizzato da una diffusa e profonda crisi economica che toccò il suo apice a seguito del crollo della borsa di New York del 1929. La crisi economica tra le sue numerose conseguenze determinò anche il fallimento di numerose istituzioni creditizie del Paese. In particolare in Valtrompia due banche nate da pochi anni, la Banca Cooperativa Bresciana e la Banca Triumplina di Tavernole, che furono improntate ad una gestione e attività particolarmente propositiva, a seguito della suddetta crisi si trovarono ben presto in difficoltà economiche e dovettero cessare l’attività. Anche la Cassa Rurale di Bovegno dovette fare i conti con la crisi, ma in virtù della sagacia, della prudenza e del senso di responsabilità degli amministratori la banca riuscì a superare le difficoltà e a recuperare pienamente negli anni successivi il proprio ruolo, tanto che, all’inizio degli anni cinquanta con l’arrivo del boom economico la banca conobbe una crescita consistente e tale da consentire agli inizi degli anni ’60 di assumere il primo dipendente a tempo pieno, il compianto maestro Elio Giacomelli. La Cassa Rurale, abbandonando la Canonica, ebbe quindi la sua prima sede operativa in via Roma e con essa la possibilità di estendere l’erogazione del servizio bancario a tutti i giorni della settimana sabato e domenica mattina compresi. Attraverso l’opera continuativa ed appassionata del maestro Giacomelli, la Cassa conobbe una crescita importante che spinse gli amministratori a richiedere e quindi ottenere dalla Banca d’Italia l’autorizzazione ad operare anche nei paesi confinati di Collio, Tavernole Sul Mella, Pezzaze e Marmentino. Nel corso degli anni ’80 la Cassa Rurale continuò a crescere e svilupparsi rendendo la vecchia sede insufficiente e inidonea a rispondere alle accresciute esigenze di operatività e sicurezza. Nel 1990, il 07 ottobre, portando a termine il grande investimento economico effettuato in quegli anni, fu inaugurata la nuova ed attuale Sede della banca che con la sua pregevole architettura venne collocata nella piazza principale del paese di Bovegno a fianco della Parrocchiale, della storica Torre Medievale e nelle immediate vicinanze del Municipio. All’inaugurazione, che ebbe un vasto eco anche al di fuori dei confini provinciali, intervenne l’Onorevole Guido Carli, all’epoca Ministro del Tesoro, accolto nell’occasione da numerosi Sindaci della Valle Trompia e della Provincia di Brescia, da Onorevoli Deputati e da numerosi personalità del Credito Cooperativo provinciale e regionale.
Nel 1991, il 22 di agosto venne inaugurata a Pezzaze, alla presenza di numerose autorità, la prima filiale della Cassa Rurale di Bovegno, tuttora unica presenza nel Comune montano.
Nel frattempo qualche anno prima nel 1983 a Lodrino muoveva i suoi primi passi una nuova realtà bancaria valtrumplina, la Cassa Rurale ed Artigiana di Lodrino. Quest’ultima realtà nasceva sulla spinta della vitalità delle attività artigianali che venivano avviate a Lodrino e dall’esigenza di fornire ai piccoli imprenditori locali un interlocutore bancario prossimo e attento alle richieste di credito e finanziamento. La Cassa, avvalendosi dell’operato di amministratori conosciuti e apprezzati dalla comunità locale, contribuì in maniera determinante allo sviluppo della realtà artigianale di Lodrino che crebbe al punto tale da rendere, nell’arco di un decennio, insufficiente la struttura della propria banca alle mutate esigenze del territorio e della clientela nel frattempo acquisita . Nel 1993 si perfezionò, dopo un periodo di progressivo avvicinamento promosso dalla Federazione Lombarda delle banche di Credito Cooperativo, la fusione tra le due Casse triumpline che costituirono quindi un nuovo soggetto bancario denominato “Banca di Credito Cooperativo –Bcc dell’Alta Val Trompia”. Nello stesso anno entrò in vigore il Testo Unico della Legge Bancaria che mutò radicalmente le modalità di erogazione del credito, introdusse presidi a difesa dei risparmiatori e impose costosi adeguamenti nella struttura dell’allora neonata banca. Lo sviluppo che il nuovo istituto creditizio dovette sostenere fu molto accelerato e la limitatezza della struttura aziendale, paragonata all’ampiezza del territorio da presidiare fece ritenere agli amministratori dell’epoca come opportuna per continuare a crescere, la fusione con una consorella maggiore e meglio organizzata, consorella che venne individuata per la prossimità al territorio nel Credito Cooperativo di Brescia. L’operazione di fusione se da un lato avrebbe sicuramente rafforzato la struttura dall’altro avrebbe potuto determinare la scomparsa definitiva delle due Casse Rurali, allontanando dal territorio locale la sede amministrativa con il possibile rischio di mortificare le aspettative dei risparmiatori e delle attività artigianali ed imprenditoriali. Nel 1999 l’Assemblea dei Soci della Bcc dell’Alta Valtrompia scelse la linea dell’autonomia e del rilancio dell’Istituto che riorganizzandosi intraprese una fase di ulteriore sviluppo della banca. Nel corso del 2002 vennero aperti due sportelli di Tesoreria rispettivamente a Marmentino e Collio, quest’ultimo in immobile di proprietà della banca, a seguito dell’aggiudicazione del servizio di Tesoreria comunale dei rispettivi Comuni. Nel 2003, su richiesta di oltre 250 soci promotori, venne autorizzata dalla Banca d’Italia l’apertura della nuova Sede Secondaria della banca nella cittadina armiera di Gardone Val Trompia attraverso la quale il territorio di operatività e il potenziale bacino di utenza della banca venne notevolmente ampliato con la possibilità di operare con Enti, Associazioni, attività e cittadini residenti nei Comuni di Marcheno, Polaveno e Sarezzo . Per celebrare il coronamento di questa importante tappa l’Assemblea Straordinaria del 2003 deliberò la nuova denominazione della banca nell’attuale, ovvero Bcc della Valtrompia - Banca di Credito Cooperativo. Lo sviluppo della Sede Secondaria consentì alla banca di divenire nel volgere di pochi anni banca di riferimento del territorio Triumplino creando i presupposti per un’ulteriore espansione territoriale. Infatti nel febbraio 2009 la propria rete territoriale è stata ulteriormente potenziata con l’apertura dell’Agenzia di Sarezzo che ha permesso oltre a servire puntualmente l’importante piazza della media Valtrompia anche di poter finalmente operare con i confinanti Comuni di Brione, Lumezzane e Villa Carcina. Il 20 marzo 2010 poi la banca ha inaugurato, alla presenza di numerose autorità locali e dell’Onorevole Giuseppe Romele, la nuova prestigiosa sede dell’Agenzia di Lodrino sita all’interno del nuovo complesso denominato Centro Multiservizi Europa, in locali di proprietà dell’Istituto. Nel corso del 2009 inoltre gli amministratori hanno perfezionato l’acquisto di un prestigioso e storico palazzo gardonese già sede in passato della Casa del Fascio prima e quindi delle Poste e dell’Agenzia delle Entrate. L’immobile è destinato, previa completa ristrutturazione, ad ospitare nel prossimo futuro la nuova Sede dell’Agenzia di Gardone Val Trompia. Con questa ulteriore operazione di potenziamento della rete territoriale si andrà anche a completare il percorso che in pochi anni ha consentito all’Istituto di divenire proprietario di tutti gli immobili nei quali hanno sede le proprie agenzie.





BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DELLA VALTROMPIA S.C.
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