Attorno al Monumento edificato per idea di Filippo Cancani Montani e portato avanti dall’Avvocato Giorgio Montini, possono muoversi iniziative laiche e cattoliche desiderose di essere orgogliosamente bresciane e radicalmente cristiane. Nei tempi più recenti possiamo ricordare il posizionamento della bellissima statua bronzea di Papa Paolo VI° (1998) o nel 2006 l’inaugurazione della porta in bronzo raffigurante Papa Giovanni Paolo II con un mantello mosso dall’impeto del vento.
In questo ambito, l’Associazione Culturale Redentore, intende realizzare un progetto ambizioso tenendo come tema “Cristo al centro d’Europa sul Monte Guglielmo”. Da subito la realizzazione di tre artistici mosaici che possano permanentemente essere da ponte fra l’euforia dei ferventi cattolici del XIX secolo e i trepidanti cattolici del XXI secolo.
Il 24 agosto del 1902, sulla sommità del Monte Guglielmo, si inaugurava il monumento a “Cristo Redentore”. Davanti a molta gente, celebrava la messa il Vescovo Corna Pellegrini e aveva come chierichetti i figli dell’Avvocato Giorgio Montini, Lodovico e Giovanni Battista. Quest’ultimo diventerà Papa.
Da quel giorno, passarono 60 anni, in mezzo due orribili guerre. Il monumento al Redentore, rovinato dagli eventi atmosferici, risulta danneggiato in modo irreparabile.
Papa Paolo VI nel 1963 volle riportare all’originale splendore quel monumento simbolo della montagna triumplina. Con l’aiuto dell’Aviazione Americana che incaricò il Maggiore Zugswert nel coordinare l’operazione “Monte Guglielmo” e l’opera di numerosi muratori locali, nel 1966 si inaugurava il nuovo monumento al “Redentore”.
Tutta la nostra gente, in quell’epoca, si stringeva con curiosità attorno al campo base americano, da dove partivano per un’infinita spola quegli elicotteri militari che lavoravano per una nostra missione di pace.
Dopo d’allora, il Monte Guglielmo è stato meta di un costante pellegrinaggio. La meta è sempre quella, il Golem, balcone meraviglioso sul lago d’Iseo e baluardo delle Alpi Orobiche; meta di gesta atletiche, il famoso “discesù”, meta di escursioni fatte a piedi in primavera/estate o con sci o ciaspole in inverno.
Quando si decide di andare in Guglielmo si sa che non si va da soli, si incontra sempre qualcuno e quando si arriva in vetta, si pensa che il Monte Guglielmo sia lo specchio della vita, tanta fatica sul sentiero ma un’enorme soddisfazione giunti al Monumento.
Oltre alle pregevoli opere già citate atte ad impreziosire il Monumento del Guglielmo e a valorizzare tutto il sito, nel 2002, sulla facciata sud del monumento stesso, è stato applicato un bellissimo mosaico in vetro, opera dell’artista triumplino Giancarlo Gottardi e realizzato dai mosaicisti veneti Travisanutto.
Ora l’Associazione Culturale Redentore, intende completare l’originale progetto che vede posti gli altri tre mosaici sulle altre tre facciate attualmente disadorne. Il programma dell’Associazione Culturale Redentore, non termina con questo imminente completamento del Monumento al Redentore, ma intende proseguire poi con ulteriori progetti rivolti, con molta discrezione e rispetto dell’ambiente, ma con grande importanza e significato, a posizionare la nostra Montagna come meta di pellegrinaggio cristiano.
Certamente le difficoltà per raggiungere questo ambizioso risultato entro il 18 Luglio 2008, quando da Sidney il Papa si collegherà in mondo visione con tutti i giovani del mondo e attorno al Monumento al Redentore saranno raccolti tutti i giovani della Lombardia, non sono irrilevanti. L’appello immediatamente raccolto dalla BCC Valtrompia, è pure rivolto a Fondazioni, Enti, aziende, istituti di credito, privati uniti nella corsa per la realizzazione di un opera che andrà al di là del tempo, che rimarrà come meravigliosa pietra preziosa posta sulla nostra montagna. Montagna, luogo di ascetico incontro spirituale, dove il silenzio dialoga con la misteriosa forza dell’anima con parole che, a valle, sono troppo spesso sovrastate dal confuso rumore della quotidianità.
Associazione Culturale Redentore
Il Segretario- Luigi Palini
Riferimenti tratti da “La Montagna del Papa” di Rosaria Poinelli